Perché un ufficio rimbomba
Un ufficio moderno è fatto di materiali che rimandano il suono: pavimenti in resina o piastrelle, vetrate, cartongesso, scrivanie in melaminico. Ogni voce rimbalza più volte prima di spegnersi, le voci si sovrappongono e per farsi capire si alza il tono, che aggiunge altro rumore. Il pannello fonoassorbente interrompe questo giro: trattiene una parte dell’energia del suono che lo colpisce, invece di rimandarla nella stanza.
Il numero che conta: il tempo di riverbero
Si misura in secondi: è il tempo che serve perché un suono cali di 60 decibel dopo che si è spento. In una stanza vuota e dura supera facilmente il secondo e mezzo; in un ufficio confortevole sta intorno ai sei decimi. Si stima con la formula di Sabine, T = 0,161 × V / A, dove V è il volume della stanza e A la sua area di assorbimento equivalente: la somma di ogni superficie moltiplicata per quanto assorbe.
È per questo che non basta contare i pannelli. Una stanza alta ha più volume da trattare, e una moquette o un controsoffitto fonoassorbente fanno già una parte del lavoro. Il calcolatore tiene conto di tutte e due le cose.
Quanta superficie serve
Per gli ambienti di lavoro il riferimento tecnico più usato è la norma tedesca DIN 18041, che fissa obiettivi diversi a seconda di come si usa la stanza.
- Uffici e open space — un’area di assorbimento pari ad almeno un quarto del volume (A/V ≥ 0,25). In una stanza di 10 × 8 metri alta 3 sono 60 m² di assorbimento equivalente.
- Sale riunioni e formazione — un tempo di riverbero che dipende dal volume, T = 0,32 lg V − 0,17: circa 0,4 secondi in una saletta da sei persone, poco meno di 0,6 in una sala da 200 m³. È l’obiettivo più severo, perché in videochiamata la voce deve arrivare pulita.
Per gli open space esiste anche la ISO 22955, che guarda oltre il riverbero: quanto si propaga la voce da una postazione all’altra e quanto resta comprensibile a distanza. È lì che entrano in gioco i divisori.
I pannelli Snowsound sono in classe A di assorbimento secondo UNI EN ISO 11654, con un coefficiente αw da 0,90 in su: ogni metro quadro di pannello vale quasi un metro quadro di assorbimento.
Dove metterli
| Il problema | La soluzione |
|---|---|
| Tutta la stanza rimbomba, il soffitto è alto o duro | A soffitto: baffle sospesi |
| Sala riunioni con eco fra due pareti parallele | A parete, sulle due pareti che si guardano: pannelli a parete |
| Si sente la voce di chi siede davanti | Sul piano: pannello da scrivania |
| Due gruppi di postazioni nella stessa stanza | Da terra: divisori autoportanti |
Le due cose vanno spesso insieme: pareti e soffitto abbassano il riverbero di tutta la stanza, i divisori tolgono la voce diretta fra vicini. Un open space di solito ha bisogno di entrambi.
Il calcolatore fa una stima, non un progetto
Usa coefficienti medi fra 500 e 1000 Hz, le frequenze della voce, e tratta la stanza come una scatola regolare. Non conosce le librerie piene, le colonne, i controsoffitti a quote diverse, le porte sempre aperte sul corridoio. I numeri servono per capire l’ordine di grandezza — se servono dieci pannelli o ottanta — e per decidere se lavorare sulle pareti o sul soffitto. Per un intervento vero misuriamo la stanza: allestiamo uffici dal 1980, isolamento acustico compreso.