YOGA
Design contemporaneo che unisce comfort e funzionalità. Il piano è sostenuto da una coppia di lame in metallo e può abbinare due materiali con un profilo perimetrale in alluminio. Contenimento ed elettrificazione sono discreti ed eleganti.
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L'ufficio direzionale è la stanza in cui l'azienda si presenta: si decide, si riceve, si firma. L'arredo va scelto partendo da questo, non dal catalogo. Ci occupiamo di arredo per ufficio dal 1980: qui trovi come si ragiona su stile, materiali e composizione di una stanza direzionale, e da dove cominciare per le sedute, le scrivanie e i tavoli.
Moderno. Forme lineari, materiali innovativi, oggetti di design. Fa percepire l'azienda come veloce e al passo con i tempi.
Classico. Mobili formali, sobri, rigorosi. Trasmette concretezza e autorevolezza, ed è la scelta di chi lavora meglio in un ambiente composto; si usa anche come elemento di rottura rispetto al resto degli arredi.
Coordinato. L'arredo direzionale segue quello del resto dell'ufficio. È la soluzione giusta quando l'ufficio è open space e le stanze direzionali sono separate da pareti vetrate: da fuori la vista d'insieme resta continua e armoniosa.
Stile modernosmart e al passo con i tempi
Stile classicorigoroso e autorevole
Coordinatocon tutto l'arredamentoIl piano è la superficie più guardata e più toccata della stanza. Le famiglie di materiali sono queste.
Lo stesso materiale va scelto anche per i contenitori e per il tavolo, altrimenti la stanza perde coerenza.
Forme lineari, materiali innovativi, oggetti di design.
Design contemporaneo che unisce comfort e funzionalità. Il piano è sostenuto da una coppia di lame in metallo e può abbinare due materiali con un profilo perimetrale in alluminio. Contenimento ed elettrificazione sono discreti ed eleganti.
La scrivania è il punto focale di un arredo executive: lucentezza e solidità della struttura, calore del piano in melaminico. Disponibile anche con la finitura Laminam®, gres porcellanato di nuova generazione, per uffici di rappresentanza dallo stile inconfondibile.
Design lineare e leggero. Le gambe in metallo hanno tre disegni: ad anello, a T e a L. I piani sono in legno (essenza o melaminico), in vetro retrolaccato (anche antimpronta), in cuoio e in gres, incorniciati da un profilo in alluminio.
Il piano di lavoro, di spessore importante, è l'elemento attorno al quale si sviluppa tutto l'arredo. L'effetto sospeso, dato dal supporto in vetro, alleggerisce la scrivania; finiture in essenza, tinta unita e metallo.
Dettagli funzionali e discreti, lavorazione accurata, stabilità e il massimo spazio per le gambe. Può avere un allungo laterale con piano di servizio regolabile in altezza con un telecomando.
Mobili formali, sobri, rigorosi: l'arredo di chi vuole trasmettere concretezza.
Piani di lavoro fino a 240 cm, per una serie che comunica leadership. Il piano si integra con la struttura in un unico sistema; i fianchi, in legno o melaminico, hanno spessore 90 mm e sono lavorati con tecnologia folding.
La connessione a 45 gradi fra piano e gamba dà carattere e stile: una sintesi fra pulizia formale e tecnica costruttiva.
Collezione per spazi manageriali di forte prestigio, con configurazioni in linea, ad angolo o a isola. Elementi integrabili di altezze diverse definiscono operatività, archiviazione e riunione. Legno e profili in alluminio.
Una stanza direzionale svolge più funzioni insieme: gestione e pianificazione, accoglienza, confronto con collaboratori e clienti, scambio di informazioni. Per questo di solito è fatta di cinque elementi, e conviene sceglierli insieme.
A questi si aggiungono l'illuminazione e, nelle stanze dove si parla molto, qualche pannello fonoassorbente: lo spiega la guida su quanti ne servono e dove metterli.
La poltrona direzionale si sceglie per il materiale e per il meccanismo. Per capire che cosa cambia fra pelle e similpelle e come invecchiano c'è una guida dedicata; per i meccanismi, quella sui meccanismi sincronizzati, oscillanti e autopesanti.
Che sia «direzionale» non la esonera dalle regole. Se la stanza ha un videoterminale, il sedile di lavoro deve rispondere ai requisiti dell'Allegato XXXIV del D.Lgs 81/2008: altezza regolabile indipendentemente dallo schienale, schienale con supporto dorso-lombare regolabile in altezza e inclinazione, base girevole. I requisiti guardano a come si lavora, non a come si chiama la seduta. Tutto il quadro è nella guida sulla sedia da ufficio a norma.
Il modo più veloce è partire dalla stanza. Servono tre informazioni: le misure, quante persone la usano e che immagine deve dare. Scrivici con questi dati: rispondiamo con una proposta, non con un listino. Se il progetto è di un architetto o di un progettista, lavoriamo anche con loro: possiamo essere il loro unico referente per scelte, forniture e montaggio.
Se la stanza direzionale fa parte di un ufficio da arredare o rinnovare per intero, il lavoro si imposta in un altro modo, con un solo referente per progettazione e forniture: lo trovi spiegato in ufficio chiavi in mano.
Che differenza c'è fra una scrivania direzionale e una operativa? L'arredo operativo nasce per la funzione e per chi lavora a una postazione; quello direzionale deve anche rappresentare l'azienda, e questo si vede nelle dimensioni, nei materiali e nei contenitori coordinati.
Meglio il melaminico o il legno massello? Dipende dall'immagine e dall'uso. Il melaminico conserva l'aspetto nel tempo con poca manutenzione e offre una scelta molto ampia di finiture; il massello e il laccato sono scelte di rappresentanza.
La poltrona direzionale deve essere in pelle? No. Si trovano poltrone direzionali in pelle, in similpelle e in rete: la scelta dipende dall'aspetto che si cerca e dall'uso.
Posso arredare solo la stanza del direttore? Sì. Se però è separata dal resto dell'ufficio da pareti vetrate, conviene coordinare gli arredi con quelli visibili da fuori.
Si può arredare l'intero ufficio e non solo la stanza direzionale? Sì: è il lavoro che chiamiamo ufficio chiavi in mano.
Su progetto
Lun–Ven · 8.30–12.30 / 14.30–18.30
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