Otto ore seduti: le quattro regolazioni che contano, nell'ordine giusto
Otto ore seduti: le quattro regolazioni che contano, nell'ordine giusto
Una sedia costosa e mai regolata sta peggio di una sedia media regolata bene. Le regolazioni che contano sono quattro, si fanno in due minuti, e vanno fatte in quest'ordine — perché ognuna cambia il punto di partenza della successiva.
1. L'altezza del sedile
Piedi piatti a terra, ginocchia a novanta gradi. È l'unica regola, e si controlla guardandosi le gambe, non la sedia.
Se i piedi penzolano, il bordo del sedile preme sotto le cosce e taglia la circolazione: dopo due ore le gambe formicolano. Se le ginocchia stanno più in alto dei fianchi, il bacino ruota all'indietro e la schiena si arrotonda da sola, per quanto tu cerchi di stare dritto.
Il caso più frequente, e più sbagliato: chi è basso di statura con una scrivania fissa alta 74-75 cm. La tentazione è alzare la sedia a metà per arrivare al piano; il risultato sono i piedi che non toccano. La soluzione corretta è alzare la sedia fino a stare bene con le braccia, e mettere un poggiapiedi sotto. Non è un accessorio da risparmiare: per le postazioni con videoterminale il D.Lgs 81/08 dice che va messo a disposizione di chi lo chiede.
2. Il supporto lombare
Va portato all'altezza in cui la schiena rientra — la curva naturale sopra il bacino, che nella maggior parte delle persone sta fra i 15 e i 25 cm sopra il sedile. Non più in alto, dove spinge sulla parte dorsale e ti butta in avanti; non più in basso, dove preme sull'osso sacro.
Come si trova: siediti dritto, fai scorrere una mano dietro la schiena e senti dove la colonna si incava. Quello è il punto. Poi regola il supporto lì, e appoggiati: deve toccare, non spingere.
Attenzione a una cosa: una bombatura fissa nello schienale non è un supporto lombare regolabile. È stata disegnata sulla schiena media, il che vuol dire che va bene per la schiena media e a nessun altro. Se hai mal di schiena e la sedia non ha il lombare che scorre in altezza, questa regolazione non puoi farla — ed è quella che cambia di più.
3. I braccioli
Si alzano finché l'avambraccio non resta parallelo al piano di lavoro, con il gomito a circa novanta gradi e la spalla rilassata.
Troppo bassi e le spalle si tirano in avanti per cercare l'appoggio: il carico va sul trapezio ed è da lì che arrivano i colli rigidi di fine giornata. Troppo alti e le spalle si alzano, con lo stesso risultato per la strada opposta.
È il motivo per cui i braccioli regolabili in altezza (1D) valgono la differenza rispetto ai fissi, e per cui i 2D e 3D — che regolano anche larghezza e profondità del pad — servono davvero solo a chi ha spalle molto strette o molto larghe. Nella guida ai braccioli c'è il dettaglio.
Un controllo veloce: da seduto, con gli avambracci appoggiati, le mani devono arrivare alla tastiera senza che tu debba sporgerti. Se ti sporgi, o la scrivania è troppo lontana o i braccioli sono troppo avanti.
4. La tensione del meccanismo
Sui meccanismi sincronizzati c'è una manopola sotto il sedile che regola quanta forza serve per reclinarsi. Va stretta finché lo schienale non accompagna il tuo peso senza cedere di colpo.
Se cede troppo, scivoli in avanti ogni volta che ti appoggi e smetti di appoggiarti. Se è troppo dura, non ti reclini mai e il meccanismo che hai pagato non entra mai in funzione. Nei due casi il risultato è lo stesso: una sedia sincronizzata usata come una sedia a schienale fisso.
Sui meccanismi autopesanti questa regolazione non c'è, perché la sedia la fa da sola sul peso di chi si siede.
Poi alzati
Nessuna postura regge otto ore, nemmeno quella corretta. La ricerca sul lavoro sedentario è concorde su una cosa sola: quello che fa la differenza non è la posizione perfetta, è cambiarla. Alzarsi ogni quaranta o cinquanta minuti, anche solo per due minuti, vale più di qualsiasi regolazione fine.
Una sedia con un buon meccanismo aiuta proprio in questo: permette di muoversi restando sostenuti, invece di costringere a stare fermi.
Se il mal di schiena non passa
Una sedia regolata bene toglie il carico che si accumula; non cura una patologia. Se il dolore è persistente, irradiato o notturno, la sedia è la variabile sbagliata su cui lavorare da soli: parlane con il medico competente o con il tuo medico.
Dove andare adesso
Le sedute che permettono tutte e quattro le regolazioni sono nelle sedie ergonomiche e accessori e nelle operative. Se stai anche verificando la conformità formale della postazione, la guida alla sedia a norma spiega cosa chiede il D.Lgs 81/08.